Impianti di climatizzazione a zone, il modo migliore per ottenere comfort e risparmio energetico

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Uno studio condotto da Airzone e dall’Università di Malaga dimostra l’efficienza di poter scegliere la temperatura desiderata nei diversi spazi dello stesso edificio.

Un gruppo di esperti di Airzone Italia e Altra Corporación, insieme al team di ricerca sull’energia dell’Università di Malaga (UMA), ha partecipato ad una conferenza sulla sostenibilità energetica negli impianti di climatizzazione, tenutasi a Milano (Italia) nel mese di luglio 2020.

L’incontro, organizzato dall’Associazione Italiana di Condizionamento, Riscaldamento e Refrigerazione (AICARR), che ha l’obiettivo di creare spazi di dibattito sul presente e sul futuro del settore della climatizzazione, fa parte della 37° edizione del Congresso Nazionale che quest’anno si svolge sotto il titolo “Obiettivo 2030: scenari, tecnologie e strategie per la sostenibilità energetica nella climatizzazione”.

Il responsabile dello Sviluppo e della Formazione di Airzone Italia, Davide Truffo, ha presentato i risultati di uno studio scientifico che ha dimostrato che i sistemi di zonificazione intelligente non solo garantiscono un migliore comfort termico, ma assicurano anche un risparmio nei consumi energetici.

Lo studio è stato realizzato dallo stesso relatore, Davide Truffo; dal Direttore della Qualità dei Prodotti e dell’Energia di Altra Corporación Empresarial, José Miguel Peña; dal Direttore dei Progetti di Altra Corporación, María del Carmen González; dall’ingegnere R&D Energia, Juan Bandera di Altra Corporación; e dal ricercatore dell’Università di Malaga, Francisco Fernández.

Fondamenti dello studio

Lo studio, intitolato “Impatto dei sistemi di controllo a zone sul comfort termico e sull’efficienza energetica negli edifici residenziali”, trae due conclusioni principali: la climatizzazione a zone offre un maggiore comfort e un notevole risparmio energetico.

A questa conclusione si giunge confrontando il funzionamento di un sistema a zone rispetto ad un sistema non a zone.

Attraverso una spiegazione integrata da immagini che offrono una chiara visione dell’aspetto reale dei dispositivi utilizzati, il team di ricerca ha creato un nuovo modello di impianto di condizionamento a zone da utilizzare nelle installazioni termoenergetiche di riferimento nel settore noto come TRNSYS.

I responsabili dello studio hanno effettuato esperimenti con diverse unità ad espansione diretta in una camera climatica doppia. L’obiettivo è quello di apprezzare come questo si comporta, facendo in modo che l’edificio e l’impianto di condizionamento dell’aria si adattino l’uno all’altro.

Cos’è un sistema di climatizzazione a zone e come funziona?

Gli impianti di climatizzazione a zone, che come suggerisce il nome stesso, permettono di controllare la temperatura di ogni spazio di un edificio in modo indipendente, richiedono l’installazione di termostati in ogni stanza.

Questo permette alle persone in ogni stanza di scegliere la temperatura desiderata individualmente, indipendentemente dalle esigenze o preferenze dei singoli nelle stanze vicine, e anche su piani diversi dello stesso edificio.

Così, se una stanza è disabitata per un po’ di tempo, per esempio, non c’è bisogno di avere una delle macchine del sistema acceso, permettendo così di ridurre le spese energetiche ed economiche.

Questi sistemi funzionano grazie all’installazione di passerelle che collegano le apparecchiature di diffusione dell’aria con termostati che permettono di scegliere la temperatura desiderata, controllando le diverse macchine dell’impianto con i diversi termostati.

Sulla base di questa idea, che può essere riassunta come abbinare a ciascuna macchina dell’edificio un termostato, le macchine ad espulsione d’aria possono essere accese o spente in modo indipendente; espellono l’aria fredda o calda, a seconda delle preferenze dell’utente; e persino impongono una temperatura massima o minima in ogni spazio, assicurando così che nessuna zona consumi più energia di quella desiderata.

Confronto tra sistemi a zone e non a zone

Dopo aver messo in funzione separatamente i sistemi di controllo a zone e quelli non a zone, vi sono differenze significative nei risultati in termini di risparmio energetico e di comfort.

I sistemi di comfort non suddivisi in zone, cioè quelli che non permettono di scegliere la temperatura individualmente in ogni spazio dello stesso edificio, ottengono un comfort che viene classificato come ottimale in alcune aree o stanze, a discapito del benessere e comfort in altre stanze. Tuttavia, lo studio mostra il contrario nei sistemi a zone, dove il comfort è praticamente raddoppiato, tenendo conto di tutte le stanze separate.

In casi specifici, la differenza nella scala del comfort non è così esagerata, ma la ricerca conclude che “il comfort è sempre maggiore nei sistemi di controllo a zone”.

Lo stesso vale per il consumo di energia.

Gli impianti di climatizzazione non a zone consumano molta più energia, triplicando addirittura i costi di un normale impianto di climatizzazione a zone. Ciò è dovuto in gran parte al fatto che la suddivisione in zone permette di limitare i picchi di temperatura per zone, il che si traduce in buoni risultati in termini di obiettivi di efficienza energetica.

Perizie di esperti

Secondo i ricercatori e gli esponenti, studi come quello condotto da Airzone e dall’UMA sono di vitale importanza, poiché, come sottolinea Davide Truffo, “si tratta di dati scientifici basati sui numeri, non sulle sensazioni”.

Da parte sua, il ricercatore Juan Antonio Bandera sottolinea: “la ricerca e l’innovazione nel campo dei sistemi di climatizzazione sono vitali per ridurre il consumo di energia negli edifici e per raggiungere l’obiettivo di costruire edifici a consumo energetico quasi zero (NZEB)”.

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